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BARABBA
(1961)
Dopo
essere stato liberato per ordine di Ponzio Pilato, Barabba
riprende la sua vita brigantesca e violenta: anche se il ricordo
del Nazareno cui deve la vita č ormai impresso indelebilmente
nella sua mente, rifiuta di credere in Lui.
Per avere ucciso uno dei responsabili della lapidazione di
Rachele, una sua amica convertitasi alla nuova religione, viene
condannato nuovamente, questa volta ai lavori forzati.
Nelle miniere di Sicilia stringe amicizia con un cristiano e, una
volta liberato, con lui si pone al seguito di un senatore romano.
Giunti a Roma, i due vengono arruolati fra i gladiatori.
Quando Nerone dā la cittā alle fiamme, credendo di far cosa
gradita al Signore (la colpa dell'incendio č infatti addossata ai
cristiani), Barabba brucia un magazzino.
Scoperto ed arrestato, muore sulla croce, ripetendo le parole
udite sul Calvario: "Mi rimetto nelle tue mani, o
Signore".
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