Nato a
Carpi (Modena) il 24 dicembre
1916. Diplomato in pianoforte a
Bologna, corso di composizione a
Roma. Subito dopo lavora in
teatri dopera come maestro
sostituto, quando gli viene
offerta la possibilità di
scrivere musica per il cinema.
Diventa così compositore
specializzato per film, ed uno
dei più fertili e fortunati nel
panorama del cinema italiano.
Si incontra
col regista Pietro Germi, col
quale costituisce un binomio
inscindibile. Tra i più
caratteristici risultati di
questa unione: Gioventù
perduta (1948); In nome
della legge (1949); Il
cammino della speranza
(1950); Il brigante di Tacca
di Lupo (1952); Il
ferroviere (1956);
Luomo di paglia (1958);
Divorzio allitaliana
(1961); Sedotta e abbandonata
(1964); Signore e signori
(1966), Alfredo, Alfredo
(1972); ed altri film fino ad Amici
miei (1975) girato da Mario
Monicelli.
Musicista
assai prolifico, Rustichelli basa
le sue fatiche sul bitemalismo:
due leit-motive ben
definiti e di carattere diverso,
uno sentimentale e laltro
drammatico, dominano saldamente
le sue partiture. Partiture che
denotano impegno e ricerca di
soluzioni personali sono Sinfonia
damore (1954, di G.
Pellegrini); Un uomo facile (1959,
di P. Heusch e F. Tozzi); Kapò
(1960, di Gillo Pontecorvo:
stupendo uso, con sconvolgente
effetto drammatico, di una
sonatina barocca
cancellata nel finale
dellorchestra che urla la
perdita dellumanità della
protagonista); La lunga notte
del 43 (1960, di F.
Vancini); Un amore a Roma (1961,
di Dino Risi); Un giorno da
leoni (1961, di N. Loy); Lisola
di Arturo (1962, di D.
Damiani); Accattone (1961)
e Mamma Roma (1962), per i
quali ha aiutato Pasolini a
scegliere le musiche di Bach e di
Vivialdi rispettivamente; La
commare secca (1962, di B.
Bertolucci); Le quattro
giornate di Napoli (1962, di
N. Loy); La smania addosso (1962,
di M. Andrei); Agostino (1962,
di M. Bolognini); I compagni (1962,
di M. Monicelli); Gli ultimi (1963,
di V. Pandolfi); La ragazza di
Bube (1964, di L Comencini); Larmata
Brancaleone (1966, di M.
Monicelli); Le stagioni del
nostro amore (1966, di F.
Vancini); Il padre di famiglia
(1967, di N. Loy); Ninì
Tirabusciò (1970, di M.
Fondato); Vogliamo i
colonnelli (1973, di M.
Monicelli).
In seguito
Rustichelli dirada le sue
fatiche, Si registrano due
seguiti di Amici miei; Apocalisse
di un terremoto (1982, di S.
Pastore); Testa o croce (1982,
di N. Loy in collaborazione con
Rustichelli); Il trono di
fuoco (1983, di F. Prosperi);
Il Petomane (1983, di
Festa Campanile); La nave nel
bicchiere (1984, di F.
Vancini con la collaborazione di
Rustichelli); La donna delle
meraviglie (1985, di A.
Bevilacqua in collaborazione con
Rustichelli e Claudio Muratori);
più lavori per la TV. Carlo
Rustichelli ha vinto due Nastri
DArgento.